Il formato WIM

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Il formato WIM (Windows Imaging Format) è il formato di disk imaging introdotto con Windows VISTA. In realtà il formato WIM esisteva in una release precedente (0.9) già con SMS OS Deployment Feature Pack, ma con la versione introdotta ora con Vista (la 1.0) le features sono decisamente interessanti.

Le caratteristiche principali sono

* Il formato WIM è hardware-agnostic, cioè è possibile utilizzare un file WIM su ogni tipo di piattaforma
* In un singolo file WIM è possibile inserire numerose immagini; Inoltre una di queste immagini può essere “marcata” come “bootable”; in questo modo è possibile fare il boot di un computer partendo da un file WIM;
* Il file permette la compressione e il Single Instancing, ovvero avendo 3 immagini da 1 GB sostanzialmente uguali in un unico file WIM avremo una dimensione minore di 3 GB (di molto) in quanto in caso di file uguali ne viene tenuta una copia sola.
* Il formato WIM permette l’offline servicing; in breve è possibile aggiungere determinati componenti, patch e drivers senza “creare” una nuova immagine ma modificando quella esistente.
* Il formato WIM permette di installare un file immagine in una partizione di qualsiasi dimensione (salvo lo spazio fisico necessario per i i dati contenuti nel file immagine)
* Il formato WIM permette un deployment NON DISTRUTTIVO; in fatti è un formato immagine FILE BASED (al contrario dei più comuni SECTOR BASED); per questo motivo è possibile lasciare sulla partizione di destinazione i dati esistenti prima di “applicare” il file immagine che NON DISTRUGGERA’ quanto trova sul disco.

Il formato WIM 1.0 quindi permette di sfruttare a pieno la modularità con cui è stato pensato Vista. La modularità è infatti una caratteristica peculiare di Vista.

In Vista il sistema operativo comprende un “catalogo” univico che descrive i “componenti”. Per esempio, Internet Explorer è un componente essenziale del sistema operativo e dipende da altri componenti. Tutto questo è descritto in questo catalogo. Sempre in questo catalogo sono descritti migliaia di componenti di Vista che possono essere aggiunti o tolti. La semplicità del tutto sta nel fatto che il componente, per essere considerato “presente” nell’installazione di Vista, non necessita una procedura “unattended” di installazione ma semplicemente di essere “valorizzato” come “1″ (ON) anzichè “0″ (OFF). Questo semplifica molto  la “costruzione” di un’immagine di sistema operativo; infatti al system engineer che gestisce la build di Vista interessa sapere COSA deve essere presente nell’immagine, non perdere tempo nel sapere COME inserirlo (vedi procedure di installazione unattended, ecc.). Sotto questo aspetto il lavoro fatto di rendere modulare il sistema operativo è assolutamente apprezzabile se si considera che impatta tanti aspetti:

* drivers
* componenti
* features

Il tool che permette di gestire “offline” un’installazione di Windows VISTA è PACKAGE MANAGER (PCKGMGR.EXE)

Le sue funzionalità:

* installa e rimuove paccjetti su un’immagine di Vista non installata (OFFLINE SERVICING)
* applica degli unattended installation answer file settings nella fase offlineServicing configuration pass
* effettua offline installation di language packs e out-of-box driver packages
* abilita o disabilita features del sistema operativo

Voglio ora passare ad uno scenario reale.

La mia infrastruttura IT si compone, tra l’altro, di 1000 Workstation con Windows VISTA Enterprise. Effettuo il deployment tramite WDS (Windows Deployment Service) sul quale ho caricato 3 immagini di Vista che, con diverse configurazioni, coprono tutte gli scenari dei miei client.

Uscirà (prima o poi) il Service Pack 1 di Windows Vista e decido che, dopo gli opportuni test, tutte le mie nuove installazioni client devono:

* essere basate su Windows Vista SP1
* supportare 3 nuove tipologie di hardware (ho comprato dei client nuovi per rimpiazzare quelli più obsoleti)
* avere a bordo la lingua francese (Multilanguage Pack) in quanto i PC potrebbero essere dati in uso a utenti di lingua francese.

Come faccio?

Scenario Windows XP

1. Creo la build da catturare su un PC su cui è supportata
2. Applico il Service Pack
3. Aggiungo i drivers
4. Installo il MultiLanguage Pack Francese
5. Catturo la Build
6. La importo in WDS

Tutto questo lo devo ripetere per ogni build (3) e, nel caso abbia PC con HAL non compatibili tra loro (praticamente una certezza), devo moltiplicare le 3 build per ogni HAl non compatibile. Posso facilmente arrivare a ripetere questa sequenza di operazioni per 9 volte (!!) (3 immagini per 3 HAL diversi).

Scenario Windows Vista (vedi nota a fine POST)

1. Lavoro sul file WIM contenente le immagini
2. Applico il Service Pack alle 3 immagini
3. Aggiungo i driver alle 3 immagini
4. Aggiungo il Multilanguage Pack Francese alle 3 immagini
5. Ricarico le immagini in WDS

Considerazioni:

* Ho un solo file WIM che contiene 3 immagini; siccome è HAL independent, non ho creato immagini fotocopia aggiuntive da gestire
* Grazie all’offline servicing non devo ricreare la build su un PC per poi ricatturarla: FACCIO TUTTO OFFLINE

Quanto tempo in meno ci metto?

Quanti possibili errori umani o di procedura ho eliminato in quanto ho meno aspetti da gestire?

Ecco cosa intendevo quando qualche giorno fa scrivevo ironicamente “Beh, alla fine cosa cambia?”; “Il desktop, no?”; queste sono delle novità enormi che migliorano tantissimo la gestione facendo risparmiare tempo e denaro.

Non è tutto… c’è ancora un’aspetto che voglio approfondire (tra qualche giorno…).

Quanto mi costa far funzionare le mie vecchie applicazioni su Vista?

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