La pulizia del notebook

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C’è chi il portatile lo tiene come un gioiellino, facendo attenzione a non mangiarci e berci vicino, spolverandolo quotidianamente e riponendolo amorevolmente nella bambagia ogni volta che non lo deve usare o lo deve portare in giro. Effettivamente in un mondo ideale sarebbe la cosa giusta da fare, ma quanti lo fanno davvero? La maggior parte con il portatile ci vive, quindi non è così raro che ci cadano sopra cenere di sigaretta, briciole e, a volte ahimè, liquidi. Per non parlare di quando bambini e adulti appoggino le dita sul display per indicare qualcosa, o di quando, con le dita non proprio pulite, si usa il touchpad. Quindi parlare di sporcizia non deve far inorridire o pensare a pochi utenti poco puliti: guardate bene la vostra tastiera! Senza arrivare a livelli maniacali, a un certo punto pulire il portatile diventa un’esigenza e si arriva irrimediabilmente alle proverbiali pulizie di primavera. Vediamo quindi, nelle prossime pagine, quali parti si possono pulire senza grossi problemi e, soprattutto, in quale modo e con quali detergenti, per evitare di fare danni più o meno gravi. In questo servizio, poi, prenderemo anche in esame i metodi per rimediare ai problemi che si possono presentare più frequentemente nella fase di pulizia del portatile.

Gli attrezzi del mestiere
IL PANNO
Parlando esclusivamente di detergere superfici, chiunque può pulire tutte le parti esterne del notebook senza problemi, dal display alla tastiera, passando per il touchpad e per la parte esterna di rivestimento. Il punto è cosa usare: per quanto riguarda il panno, per qualsiasi superficie è sempre da preferire un materiale morbido, che non lasci graffi sulla vernice e sul pannello LCD, quindi bisogna assolutamente evitare pagliette, la parte abrasiva delle spugne per i piatti, o altri panni contenenti materiali tipo fibra di carbonio o kevlar. Non sono ideali nemmeno i classici fogli di carta da cucina, come lo Scottex, per intenderci, perchè sfaldandosi quando bagnati potrebbero lasciare piccoli residui imbevuti d’acqua sotto ai tasti o accanto alle porte: l’eventuale umidità che filtra potrebbe danneggiare i circuiti elettrici. E, in ogni caso, rischiano di lasciare aloni, per esempio, sul display. L’ideale sarebbero virtualmente i fogli di carta di riso, molto usata dai professionisti per pulire gli obiettivi delle macchine fotografiche, in virtù della capacità detergente e assorbente e alla mancanza di residui di “peli”. Dato il loro principale impiego, questi fogli di carta si possono trovare nei negozi di fotografia, però sono decisamente costosi (dieci euro la confezione, in media) e molto difficili da reperire perchè non tutti i punti vendita ne sono forniti. Oltre tutto l’eventuale residuo di peli, che è un problema per l’obiettivo della fotocamera, non lo è per il notebook: rimuoverli è un attimo e comunque non comportano fastidi. Senza andare su scelte raffinate e d’elite come la carta di riso, ma cercando piuttosto fra quello che potreste avere già in casa, quindi, potete optare per un qualsiasi panno morbido antistatico, come per esempio le pezze per pulire gli occhiali, che vengono di solito regalate da qualsiasi ottico quando si acquistano degli occhiali, o i panni in microfibra che sono tanto di moda anche per la pulizia di mobili e pavimenti. Volendo allargare ancora di più il campo, potete usare molto banalmente un panno antistatico tipo Swiffer. Quest’ultima scelta è da scartare solo nel caso in cui dobbiate usare anche dei detergenti liquidi per la pulizia, perchè la sua incapacità assorbente può creare problemi. L’importante, comunque, è che il panno non sia intriso di detergenti quali cera per i mobili o ammorbidenti vari.

Per vedere passo passo le guide di pulizia a display, tastiera e unità ottica fate clic qui

Per rimuovere lo sporco dalla tastera soffiatelo via con una bomboletta di aria compressa

Un foglio di carta di riso: sarebbe l’ideale per pulire il notebook, ma è costosa e difficile da trovare


I DETERGENTI

Passando, invece, ai detergenti che potete usare, dovete assolutamente adoperare prodotti non abrasivi (quindi niente crème tipo Cif, per intenderci), non acidi (tipicamente gli sgrassatori sono a base acida, quindi lasciateli perdere) e che non producano schiuma: è difficile da rimuovere e può facilmente “colare” negli interstizi difficili da raggiungere. Dimenticatevi anche i consigli della nonna, tipo “l’ammoniaca è l’ideale per pulire i vetri”: sarà vero con la finestra della cucina, ma la superficie del pannello LCD (che è in materiale plastico, non in vetro come molti pensano) è quasi sempre rivestita con film sottili e delicati che verrebbero corrotti da un materiale di questo tipo, e nel migliore dei casi perderebbero di lucentezza o assumerebbero una sfumatura ingiallita.

La stessa considerazione vale per la candeggina e per l’alcool puro. Infine, se volete usare detersivi facilmente reperibili al supermercato, prestate attenzione che non siano composti con i materiali indicati sopra. Alla fine i prodotti più indicati rimangono i detergenti per le lenti degli occhiali o per le visiere dei caschi da moto: entrambi vanno bene e hanno prezzi bassi, al contrario delle soluzioni prodotte appositamenti per i display, che hanno costi fino a 10 euro la boccetta e sono di composizione identica (per la maggior parte alcool isopropilico, che non causa gli stessi problemi dell’alcool puro). Fra gli altri, potranno esservi utili dei cotton fioc, o ancora meglio dei pennelli per il trucco come quelli che si usano per spandere l’ombretto sulle palpebre, per raggiungere gli interstizi fra i tasti e nelle giunture della “scocca” di rivestimento.

Infine, sarebbe buona cosa avere a disposizione una bomboletta di aria compressa per “soffiare” via lo sporco dalle zone non raggiungibili direttamente con il panno o il pennello per il trucco, come per esempio i piccoli spazi fra un tasto e l’altro. Le bombolette ad aria compressa non sono a buon mercato, ma l’unica alternativa è un piccolo compressore, che da acquistare è ancora più costoso, salvo che non lo abbiate già in casa per altri motivi.

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