Nokia cambia rotta nei Gps: l’obiettivo sono le mappe per i pedoni

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«La nostra prima intenzione è quella di far crescere il mercato».

Nelle parole di Michael Halbherr, il capo della divisione Gps della Nokia (ed ex chief executive della tedesca Gate5, acquisita un anno fa) rilasciate venerdi all’agenzia di stampa Reuters si possono leggere tante cose. Per esempio, come lo stesso Halbherr ha opportunamente precisato, che il colosso finlandese nell’arena dei navigatori satellitari ci vuole giocare da protagonista, a prescindere dalla quota di mercato che riuscirà a catturare nel breve periodo quanto a numero di dispositivi venduti. Piuttosto, e qui i vertici Nokia gonfiano il petto, gli sforzi saranno indirizzati ad aprire nuovi orizzonti a un segmento che da nicchia sta diventando in poco tempo “mass market”.

La miliardaria scalata alla Navteq – 8,1 i miliardi di dollari messi sul piatto dalla società scandinava per portarsi a casa uno dei principali fornitori di mappe di navigazione a livello mondiale – è quindi un altro (strategico) passo per recitare un ruolo diverso dalle varie TomTom, Garmin & Co. L’obiettivo è quello di primeggiare nei servizi – coerentemente con quelle che sono le finalità della neonata piattaforma di mobile Internet Ovi – ed ecco che arriva puntuale la conferma ufficiale (a firma proprio di Halbherr) di voler fare le cose in grande per offrire mappe satellitari intelligenti a chi si muove a piedi e non solo a bordo di un auto.

La strada che intende percorrere Nokia è però la stessa che solletica e molto un altro “big Player” in campo Gps, e cioè la TeleAtlas, storica rivale di Navteq. Ora che la TomTom è ormai in dirittura d’arrivo per mettere le mani su TeleAtlas (dopo il ritiro annunciato da parte della Garmin) ecco che all’orizzonte si profila lo scontro frontale che gli analisti di mercato aspettano da un anno, quello fra Nokia e TomTom.
I vertici di quest’ultima hanno sempre commentato con distacco l’ingresso nel mercato dei navigatori satellitari del primo produttore al mondo di telefonini e con lo stesso atteggiamento vedono l’inevitabile guerra per la supremazia nelle mappe. In Nokia, per contro, sono convinti che mettere a disposizione di decine e decine di milioni di utenti mobili servizi di localizzazione geografica possa generare significativi impatti sulla domanda futura di software, servizi e dispositivi di navigazione satellitare.

La mappa come un contenuto digitale da scaricare sul proprio cellulare, alla stessa stregua di una canzone o di un video, da condividere con altri utenti ed arricchirla con informazioni facilmente accessibili in Rete: questa la filosofia che si appresta a concretizzare la casa finlandese per la propria (vastissima) comunità di clienti. Nelle mire di Nokia ci sono dunque più i milioni di pedoni dotati di telefonino che abitano in India piuttosto che coloro in cerca del Gps di fascia alta da esibire sulla macchina nuova. E così facendo pensa a raggiungere un duplice obiettivo. Da una parte sottrarsi dai rischi di una competizione, quella nel mercato dei personal navigation device, che si fa ogni giorno più accesa e che già sta conoscendo la tendenza al ribasso sostanziale dei prezzi di listino al consumo. Dall’altra aprire, con la disponibilità di appropriati servizi a valore aggiunto (e le mappe e i servizi di localizzazione legati alle attività commerciali lo sono indubbiamente), un nuovo canale di ricavi per quanto riguarda la vendita di dispositivi mobili sempre connessi in Rete e con avanzate funzionalità multimediali . In attesa di vedere il primo Gps sviluppato espressamente per i pedoni, prendiamo per buona un’ultima battuta rilasciata da Halbherr: «La navigazione satellitare è una tecnologia, non un dispositivo. I Pnd come li vediamo oggi non sono la base per una strategia a lungo termine».

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