One Laptop Per Child

Condividi

La missione: Dare ai bambini in tutto il mondo nuove opportunità per esplorare, sperimentare ed esprimersi.

Le origini del progetto risalgono a più di quattro decadi fa, agli albori dell’era informatica, quando la maggior parte dei computer aveva dimensioni di piccoli dinosauri. Quasi nessuno sognava che un giorno queste macchine fossero adatte ai bambini. Ciò nonostante pensatori come Seymour Papert non erano d’accordo con questa previsione, e col tempo le loro idee cominciarono un lungo cammino, da teoria radicale fino a diventare realtà. Anche grazie a loro, il personal computer è ora a disposizione dei bambini come uno strumento educativo dalle potenzialità immense.

Alcuni giorni fa il progetto One Laptop Per Child (OLPC) è divenuto realtà nella scuola numero 24 della città di Cardal, nel dipartimento di Florida in Uruguay. Gli XO computer sono stati consegnati a circa 40 studenti dal terzo al sesto anno, che si sono subito mostrati entusiasti per questo dono ricevuto direttamente dal presidente Tabaré Vazquez. Presi i computer i bambini li hanno subito accesi, hanno scelto un proprio identificativo, un proprio colore e subito dopo si sono messi a sperimentare, gradendo particolarmente il fatto di poter scattare fotografie di sé attraverso la webcam integrata.

Entro un paio di settimane dovrebbero essere consegnati altri 160 computerini e la città di Cardal dovrebbe essere coperta con degli appositi hot-spot wireless per permettere agli XO computer il libero accesso ad Internet. Il presidente Vazquez ha già dichiarato di voler dedicare 15 milioni di dollari al progetto (vedi il video su YouTube) anche se non è del tutto chiaro se alla fine saranno adottati gli XO-computer oppure delle alternative come il Classmate-PC dell’Intel (che però ha un costo molto maggiore degli XO-computer e non offre le stesse caratteristiche hardware del computer di Negroponte) o gli ITP-C sviluppati in Israele.

Gli sforzi di Negroponte stanno dunque incominciando a dare i loro frutti e gli XO computer escono dalla leggenda per divenire realtà effettiva. La versione che è stata consegnata ai bambini immagino sia la B3 (BetaTest 3) e servirà come banco di prova per migliorie future e per la correzione di eventuali bug che si presenteranno durante l’uso “sul campo”. Il progetto è infatti appena agli inizi e si prevedono già diverse future generazioni di OLPC adattati ad ogni esigenza e ambiente (persino all’alimentazione manuale, cosa di cui la serie B3 non è dotata).
Da buon informatico sono sempre stato curioso circa le novità nel nostro settore e così, non potendo mettere le zampine su uno di questi gioiellini (a meno di non comprarne qualche migliaio e di essere un rappresentante del ministero dell’educazione), mi sono accontentato di scaricarmi l’immagine da emulare con QEMU.

Caratteristiche Hardware
Prima di addentrarsi nel software dello XO-computer è bene ricordare su quale hardware deve girare e a quale pubblico è destinato. Come sappiamo, gli utenti finali saranno dei bambini dai 6 anni in su e l’ambiente sarà la scuola: è dunque importante, più che le performance, che il computer sia il più possibile resistente, sia semplice e divertente da usare, abbia un’interfaccia che non richieda la ECDL, sia leggero, non rappresenti un rischio per i bambini e possa essere utilizzato in modo collaborativo fra gli stessi studenti.

Lo XO-computer dunque è realizzato seguendo queste linee guida, in particolare presenta un disco flash da 1 GByte praticamente indistruttibile agli urti, una tastiera a membrana (un po’ scomoda da usare forse ma certamente adatta a mani sporche e magari bagnate), angoli arrotondati e la dimensione di un libro di testo.

Il computerino è fornito di un display LCD dual-mode da 1200×900 pixel (quando usato in Monocromia, 800×600 quando a colori) ed è ruotabile, il che lo trasforma in un comodo lettore di eBook e in una piattaforma di gioco. Grazie al processore grafico DCON con memoria incorporata il display può rimanere acceso e “vivo” anche con processore sospeso. Il processore è un AMD Geode LX-700 con una frequenza di 433MHz e un consumo di circa 1 Watt (3 Watt quando usato alla massima potenza) e 256MByte di RAM.
Il portatile è poi dotato di una comoda maniglia adatta alle mani dei bambini e, una volta chiuso, è in grado di sopportare l’eventuale polvere e pioggia durante il viaggio casa-scuola. Oltre a questo, naturalmente il portatilino è dotato di due antenne ai lati del display per permettere la comunicazione con i loro simili e la navigazione su Internet attraverso appositi hot-spot.

A questo indirizzo si possono trovare non solo le altre specifiche ma anche ammirare tutte le componenti del portatile, con tanto di primi piani della scheda madre. Ed è bene ricordare che alle scuole, oltre agli OLPC, si prevede verrà fornito anche un server (chiamato al momento XS o XSX) che, attraverso connessione wireless, estenda le capacità dei singoli XO-computer e funzioni da biblioteca da cui i bambini possano scaricare libri e altro materiale educativo.

Post to Twitter

Condividi

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>