Ecco gli anti-iPad: 2011 anno dei tablet

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Da qui all’estate 2011 il numero di tablet presenti sul mercato è destinato a crescere del 500%; e la velocità aumenterà ancora di più a Natale. I grandi produttori stanno accelerando ulteriormente, molto spesso con l’obiettivo di saggiare il mercato: lanciano modelli con caratteristiche sempre più estreme per cercare di segmentare la clientela e incontrare bisogni ancora inespressi, o crearli da zero.

A segnare la strada fino ad ora era stata Apple che un anno fa aveva presentato iPad; l’apparecchio voluto da Steve Jobs per qualche mese è stato l’unico sul mercato: questo vuole dire che dal punto di vista della clientela non c’era alcuna segmentazione.

Tempo poche settimane ed è partita la carica dei cloni asiatici, che cercavano di scimmiottare in maniera truffaldina il design di Apple; e poi a seguire sono arrivati i prodotti seri, quelli realizzati da Samsung, Toshiba utilizzando Android, poi i tablet di HP e adesso quello di Rim.

A combattere contro Apple c’è la galassia Android: il sistema operativo di Google è agnostico, va su qualsiasi hardware ma non è ancora del tutto maturo. La maggior parte dei tablet oggi in commercio utilizza infatti la versione 2 di Android, pensata per gli smartphone, e non è chiaro se può aggiornare alla 3 “Honeycomb”, quella più adatta a gestire le funzionalità di un tablet moderno.

IL FLESSIBILE

Dal samsung Galaxy TAB al Toshiba Folio, android spopola sui tablet. Il sistema operativo di Google si basa su Linux ed è aperto alle modifiche degli sviluppatori; Libertà ma anche confusione, dato che non c’è la certezza che le apps sviluppate per un apparecchio funzionino anche sugli altri.

IL POTENTE

Si chiama webOS, l’ha sviluppato la stessa azienda che ha inventato il PALM ed è talmente potente che potrebbe finire, oltre che in tablet e smartphone, anche in stampanti, pc e altre periferiche.

PER IL MANAGER

La RIm, che con il blackberry ha messo la posta elettronica nella borsa del manager, ci riprova con Playbook, il tablet più lavorativo di tutti. Dimenticati i vezz da mass market e assediata da Android e iOS, la sopravvivneza di Rim passa di nuovo dalle borse dei manager.

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