Il potere di Facebook e i Social Network

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Internet è un pericoloso avversario politico, commerciale, militare. I regimi totalitari lo guardano con terrore, immaginano ambiziosi progetti di regolamentazione, inseguono il sogno di un controllo efficace e capillare.

Despoti e prepotenti temono la libertà di espressione e di counicazione ancor di più di un assalto armato o di un’imboscata mortale. Non esiste scorta o blindatura che possa salvare qualsivoglia rais dalla detronizzazione multimediale, operata con messaggi, documenti, foto e filmati che si moltiplicano all’infinito e sovvertono ogni equilibrio.

Quello che sta accadendo nelle regioni nordafricane dimostra che bit e byte sono l’ossigeno della rivolta, che i gangli telematici sono le vie su cui si snodano i cortei virtuali, che blog e social network possono trafiggere anche governi ritenuti impermeabili e inamovibili.

Internet, Facebook, Twitter e tutti i social network sono come un terremoto: a poco servono infrastrutture antisismiche per fronteggiare la forza della natura della rete, ma ciò nonostante si è assistito e purtroppo si continuerà ad assistere a sforzi tecnici e legislativi per bloccare l’informazione e il suo irrefrenabile moto sussultorio.

Ieri l’Egitto, oggi la Libia: ecco come è andata!

1. Revolution Day – Nella seconda decade di Gennaio, su Facebook, nella pagina del “Revolution Day” più di 85mila persone dicono che parteciperanno alla protesta antigovernativa distribuita sull’intero territorio egiziano che è stata pianificata in Egitto per il 25 gennaio 2011

2. Accesso Bloccato – Il 26 Gennaio viene bloccato l’accesso a Facebook e Twitter; le autorità governative hanno chiuso i rubinetti al web e alle comunicazioni via cellulare.

3. Il superamento dei filtri – La sera del 27 Gennaio i Cybernauti più esperti bypassano il blocco utilizzando DNS starnieri per superare i filtri che impediscono di raggiungere i siti.

4. STOP alle comunicazioni – Il 28 Gennaio i 4 maggiori provider del paese interrompono le loro funzioni in base agli ordini del governo; in serata risulta impossibile telefonare coni cellulari o inviare SMS.

5. Ricorso ai provider stranieri – Il 29 Gennaio il traffico internet da e per l’Egitto si sposta in modalità dial-up su provider stranieri con chiamata da rete fissa

6. Il disturbo su rete fissa – Il traffico dati viene disturbato per ostacolare chi si collega da rete fissa, sfruttando la possibilità dei router di analizzare i pacchetti e distinguere le chiamate in fonia e quelle dati.

7. Tweet via voce – Tra il 31 Gennaio e il 1 Febbraio Facebook e Twitter mettono a disposizione un sistema che consente a chi si trova in Egittodi inviare tweetes bypassando internet: basta telefonare a un numero e seguire le istruzioni in arabo. I messaggi lasciati vengono trasformati in tweet e veicolati in rete.


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